Le osservazioni di Igor Giussani, i commenti e le risposte

Il 9 settembre 2019 Igor Giussani pubblica su Decrescita Felice Social Network il seguente articolo:

Cancro del Pianeta?

Il giorno stesso pubblico questo commento:

“Grazie Igor per questo bell’articolo che hai voluto dedicarmi. Grazie per il riconoscimento della mia onestà intellettuale. Capisco le perplessità. La teoria da me enunciata credo che sia la più radicale sin qui partorita da mente umana. Ma l’avvicinarsi della fine dei tempi richiede prese di posizioni nette. Temo che le adesioni al cancrismo cresceranno man mano che la situazione peggiorerà. Il che non significa che non si debba fare tutto il possibile per alleviare le sofferenze della biosfera, iniziando a decrescere nei consumi, negli stili di vita, nella produzione dei beni ecc. ecc. Spero un giorno di poterti ospitare nel mio B&B in modo da poterci confrontare di persona. Un caro saluto Bruno Sebastiani”

Igor risponde così:

“Ciao Bruno, è da un anno o più che quest’articolo bolliva in pentola, ho sempre titubato perché non mi piace fare ‘fuoco amico’ e perché appunto c’era di mezzo una persona come te che non ha secondi fini o ambizioni particolari (ero anche abbastanza sicuro che non avresti urlato alla lesa maestà, a differenza da altra gente). Invecchiando sono diventato molto pragmatico, per cui se il cancrismo spinge la gente al virtuosismo ecologico, va più che bene così; ho semmai paura che, slegato dalla tua persona, esso possa ispirare pensieri poco edificanti (ti basta guardare alcuni commenti ad articoli che hai pubblicato su Effetto Cassandra). Non sto a ripetere quanto ho già scritto nel pezzo, chiudo solo con un avvertimento: la radicalità di un concetto non è di per sé garanzia della sua bontà e correttezza (e ti sta parlando una persone che come importanti influenze personali ha riferimenti radicali quale decrescita e punk). Nell’era del pensiero unico e del politicamente corretto, si tende spesso a sopravvalutare il valore di qualcosa solo perché eccentrico ed eterodosso, oppure si pensa che la veridicità si misuri in base al consenso ricevuto (anche io penso che gli adepti del cancrismo aumenteranno). Nel campo della scienza – e la tua trattazione vi rientra – il criterio fondamentale è il rigore, non il radicalismo. Il fatto stesso che tu abbia creato un capolavoro dialettico praticamente impermeabile a ogni critica, dove basta mettere in dubbio la capacità di chi è dubbioso di accettare l’arido vero, è la prova che, scientificamente parlando, qualcosa non quadra.”

Il 20 settembre 2019 pubblico su Effetto Cassandra una risposta più meditata ed articolata, dal titolo:

Il caso e la colpa

A questo mio contributo Igor replica l’1 ottobre 2019, sempre su Decrescita Felice Social Network con un nuovo articolo, in cui riporta il mio intero scritto con interpolate le sue osservazioni:

Rispondo a Bruno Sebastiani

Nello stesso giorno inserisco questo mio commento:

“Igor, grazie di tutta questa pubblicità, mi auguro che induca qualcuno ad approfondire la mia teoria per poi avere nuovi riscontri sulla sua validità o meno. Ti assicuro che non replicherò pubblicamente a questo tuo post su altri blog, per non annoiare ulteriormente i nostri lettori. Penso piuttosto – se non hai nulla in contrario – di copiare nel mio blog questi tre interventi (due tuoi ed uno mio) a futura memoria. Quello che ho ricavato da questa “querelle” intellettuale è la netta sensazione della mia ignoranza. Non vengo dal mondo accademico né da quello scientifico né da quello intellettuale. Ho lavorato per quasi quarant’anni in banca (ma non facevo il bancario) e non ho avuto il tempo di divorare le centinaia di libri che avrei voluto leggere. Ora che sono in pensione cerco di recuperare il tempo perduto e le mie letture spaziano da Koestler a Diamond, da Darwin a Lorenz, da Leakey a Naess ecc. ecc., ma evidentemente mi sono sfuggiti, come tu mi fai notare, tanti altri contributi importanti in materia. Consapevole di questa mia “ignoranza” ho cercato di andare al cuore del problema, scarnificando i concetti da ogni incrostazione culturale che tende a renderli poco comprensibili. Troppo spesso il rinvio al pensiero di altri autori offusca anziché chiarire il significato di ciò che vogliamo esprimere. Il mio sogno sarebbe stato quello di delineare il cancrismo senza far riferimento ad alcuna citazione altrui. Non ci sono riuscito ed anch’io sono caduto nella trappola delle “note a piè di pagina”. Ma, tutto sommato, credo di aver elaborato una teoria ben comprensibile pur in assenza di troppi rimandi culturali. Molti lettori confermano di aver trovato nelle pagine dei miei libri l’esposizione razionale di un’idea da loro sempre intuita. E questa per me è la soddisfazione che mi ripaga dei miei sforzi “letterari”. Con stima, Bruno Sebastiani”

Il “carteggio” si conclude con un video di Igor Giussani

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