Uomini contro 1 – 10

Uomini contro – 01 – Senofane di Colofone (570 a.C. – 475 a.C.): «Gli Etiopi credono che (gli dei) siano camusi e neri, i Traci, che abbiano occhi azzurri e capelli rossi …ma se buoi, cavalli e leoni avessero le mani e sapessero disegnare… i cavalli disegnerebbero gli dei simili a cavalli e i buoi gli dei simili a buoi». Un duro colpo all’antropocentrismo, al di là degli stessi intendimenti dell’autore.

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Uomini contro – 02 – Lao Tse (VI – V sec. a.C.): «Il Tao di cui noi possiamo parlare non è il Tao in se stesso. / Anche attribuendogli qualsiasi nome non sarà l’eterno nome. / … / Come non essere possiamo definirlo il nascosto Seme di tutto l’esistente: / Come essere rappresenta l’ultimo Fine a cui tende questo stesso esistente. / Sia il Seme che il Fine sono aspetti di uno stesso Principio. / Il Principio è chiamato Mistero! / Mistero di tutti i misteri! / La soglia dell’inafferrabile!» Già 2.500 anni or sono qualcuno proclamò la limitatezza del nostro intelletto, e ciononostante continuiamo ad affannarci nella ricerca. E strada facendo distruggiamo l’esistente.

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Uomini contro – 03 – Aristofane (450 a.C. – 385 a.C.): « … sono le nuvole celesti grandi divinità per gli uomini che non hanno niente da fare. Esse ci danno l’intelletto, la mente, l’arte del dire e di stupire, d’ingannare e capire.» Frase messa in bocca a Socrate nella commedia “Le Nuvole”. Ecco il santone dissacrato!

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Uomini contro – 04 – Celso (II secolo d.C.): «Affermano (i cristiani) che Dio ha creato ogni cosa per l’uomo. Ma in realtà ogni cosa è nata non più per gli uomini che per gli animali privi di parola … Dunque non per l’uomo sono state create tutte le cose, come neppure per il leone, né per l’aquila, né per il delfino, ma perché questo universo, quale opera di Dio, riceva da tutte quante le parti completezza e perfezione.» (Il Discorso della Verità) Ma è il medesimo punto di partenza de “Il Cancro del Pianeta”!!!

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Uomini contro – 05 – Tertulliano (II secolo d.C.): «Credo quia absurdum» Un bello schiaffo all’incipiente razionalismo. «Cosa c’è in comune tra Atene e Gerusalemme? Che cosa tra l’Accademia e la Chiesa? Che cosa tra gli eretici e i cristiani? La nostra dottrina proviene dal portico di Salomone, il quale ha insegnato che il Signore deve essere cercato con semplicità di cuore … Dopo Gesù Cristo noi non abbiamo bisogno di curiosità, né, dopo il Vangelo, di ricerca. Poiché abbiamo fede, nulla dobbiamo desiderare al di là del credere. Ciò dobbiamo credere maggiormente, che non vi è null’altro che noi dobbiamo credere.» Se dopo il Vangelo non vi fosse stata ricerca addio progresso. Ma così non è stato perché non poteva essere! Ancorchè posizione minoritaria (destinata al fallimento), illustri pensatori la fecero propria. Tra questi uno dei più famosi è stato Søren Kierkegaard.

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Uomini contro – 06 – Antonio abate (251 – 356) «I greci lasciano la loro terra e attraversano il mare per apprendere le lettere; noi non abbiamo bisogno di lasciare il nostro paese per trovare il regno dei cieli …» Bella asserzione contro il sapere inconcludente e la filosofia greca, fatta da un uomo che passò gran parte della sua vita a meditare nel deserto.

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Uomini contro – 07 – Davide di Salonicco (450 – 535) visse su un albero per tre anni. I monaci eremiti sceglievano luoghi e modalità particolari per allontanarsi dal mondo. Alcuni vivevano nelle grotte del deserto, altri su una colonna (gli “stiliti”), altri sugli alberi (i “dendriti”). Certamente queste cellule del pianeta, seppur dotate di quel cervello abnormemente evoluto che ha originato la carcinogenesi di Gaia, non erano connotate da malignità aggressiva. Vivevano in pace con la natura e la rispettavano. Ci ricordiamo di Davide di Salonicco perché è diventato santo. Chissà quanti altri eremiti anonimi vissero tutta la loro vita nel fitto della boscaglia senza passare alla storia. In Asia presero il nome di Monaci della Foresta.

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Uomini contro – 08 – Pier Damiani – (1007 – 1072): «Chi intendeva lanciare sul mondo gran quantità di tutti i vizi fece della bramosia di sapere il condottiero di questo esercito, e così per suo mezzo riversò sul povero mondo tutte le schiere dell’iniquità.» (epistola “Sulla santa semplicità, da preferire alla scienza che si gonfia”, primo capitolo “Come sia pericolosa la bramosia della scienza”).

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Uomini contro – 09 – Lotario di Segni (1161 – 1216): «Scrutino pure l’universo i sapienti, investighino le altezze del cielo, la superficie della terra, la profondità del mare, disputino e trattino d’ogni cosa, apprendano o insegnino, che cosa trarranno mai da tale occupazione, se non fatica e dolore ed afflizione dell’animo?» Se nessuno si fosse affaticato nello studio della materia, non sarebbe mai nata la scienza né la sua fedele ancella, la tecnica, e l’uomo non avrebbe distrutto la natura. «La natura ci conduce poveri al mondo e poveri ce ne ritrae.» Scrisse “De Contemptu Mundi” (“Sul disprezzo del mondo”). Divenne Papa con il nome di Innocenzo III.

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Uomini contro – 10 – Francesco d’Assisi – (1181 – 1226) «Grande rammarico sentiva il beato Francesco se con danno della virtù si seguitasse la scienza vana, in ispecie se qualcuno non perseverasse in quella vocazione a cui fin da principio fu chiamato. Diceva invero: “I frati miei che dalla curiosità della scienza son guidati, nel dì della tribolazione troveranno vuote le loro mani” … Il verace amico e seguitatore di Cristo Francesco, tutto che aveva di mondano altamente dispregiando, in special modo aveva a schifo il danaro, e a fuggirlo quanto il demonio i frati suoi stimolò coll’esempio e colle parole. Imperocchè tale ammaestramento aveva dato a’ suoi frati, di tenere in eguale misura di amore sì lo sterco che il danaro» (Frate Leone, Lo Specchio di Perfezione). Bell’esempio di rifiuto di mondanità e progresso, destinato purtroppo a rimanere inascoltato dall’essere umano ormai trasformatosi in cellula maligna del corpo di Gaia.

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